Vaccino inverso contro il diabete giovanile

By on luglio 8, 2013

Il diabete giovanile è una delle forme più diffuse di diabete e, come si può intuire dal nome, colpisce i giovani.
I sintomi sono:
-la polifagia, cioè l’aumento dell’appetito,
-la poliuria, cioè aumento della necessità di uinare e in particolare la notte (nocturia),
-la comparsa di corpi chetonici nella urine.
L’unica cura che può essere adottata, affinchè questi giovani affetti da diabete possano vivere una quotidianità quasi normale, è la somministrazione di insuline diverse volte al giorno, a seconda della gravità del caso.

Diabete

Data la grande quantità di giovanissimi affetti da questo problema, la ricerca non smette mai di indagare per trovare una soluzione definitiva alla malattia. Nei giorni scorsi è giunta in forma ufficiale la notizia dell’esistenza di un vaccino contro il diabete giovanile.
Questo è il risultato di una lunga serie di indagini compiute dalla Stanford University School of Medicine e dalla sperimentazione su un gruppo di 80 pazienti di Lawrence Steinman.
In cosa consiste questo innovativo vaccino chiamato vaccino inverso?
Esso agisce direttamente alla base del problema cioè sulle cellule immunitarie dette “impazzite” che attaccano in modo anomalo le cellule del pancreas. La conseguenza di questa attività è la mancata produzione dell’insulina e quindi la necessità di effettuare l’iniezione.
La differenza tra questo nuovo vaccino e quello tradizionale risiede proprio nel bersaglio che, nei vecchi vaccini era la stimolazione del sistema immunitario verso le cellule cattive e impazzite, mentre la novità del nuovo vaccino sta nel fatto che esso agisce direttamente uccidendo le cellule immunitarie impazzite. Ai pazienti presi in esame era stato diagnosticato il diabete giovanile da 1 a 3 anni prima e il grandioso risultato riguarda l’aumento della produzione di insulina da parte del loro pancreas e la diminuzione del numero di cellule immunitarie cattive.

La sperimentazione non è ancora finita. Visti i brillanti risultati ottenuti sui primi 80 pazienti in questione, Lawrence Steinman ha affermato di voler proseguire i suoi studi, sempre su questo piano, organizzando un nuovo gruppo di pazienti, questa volta più ampio del precedente, con la speranza di ottenere risultati ancora più soddisfacenti e poter combattere in modo definitivo questa malattia.

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