Un sabato con l’ortodontista

By on agosto 4, 2014

Diapositiva1Abbiamo incontrato il dottor Daniele Vanni nel suo studio. Ci ha accolto con un sorriso cordiale e con gentilezza. Lo studio era chiuso al pubblico e ciò ci ha consentito colloquiare con calma, davanti ad un buon caffè. Nel suo ufficio, dove ci siamo accomodati, colpisce subito la mole di libri di testo (di qualcuno è anche autore) e l’ordine. Sulla sua scrivania ci sono locandine e brochure di corsi d’aggiornamento e una pila di compiti da correggere. Ci ha poi spiegato che si tratta dei test relativi agli esami di clinica odontoiatrica della scuola di osteopatia, nella quale è docente.
Da qui partiamo con il nostro colloquio.

D- Come mai un dentista insegna agli osteopati?
R- Il binomio postura-occlusione è un dato di fatto. Per noi ortodontisti, in particolare, il confronto e la collaborazione con i posturologi è diventato un must. Sia che ci si occupi di pazienti disfunzionali, sia che si trattino pazienti in fase di crescita.

 D- Un’altra cosa che si nota è la quantità di locandine di corsi d’aggiornamento nei quali è relatore. Che cosa spinge lei e altri liberi professionisti ad occuparsi di didattica?
R- Probabilmente la voglia di approfondire. Insegnando ci si deve necessariamente aggiornare. Si pone una cura maniacale nello studio dei casi clinici, della letteratura internazionale, in tutto ciò che si fa. È un grande stimolo a dare il meglio di se stessi. In fondo chi ne guadagna è il paziente, che viene curato con grande attenzione diagnostica e terapeutica. Chi insegna è portato a considerare ogni caso trattato come un ipotetico caso da pubblicare.

D- Per questo motivo collabora anche con Università ed associazioni?
R- Si. Anche se vanno fatti i dovuti distinguo. Essere docente della scuola di specializzazione in ortodonzia di Cagliari è certamente motivo di vanto. È li che è nata l’ortodonzia in Italia e, tutt’oggi proprio a Cagliari si trova una fucina di ortodontisti di caratura internazionale. Non solo i nostri colleghi docenti, sono conosciuti in Italia ed all’estero, ma anche tanti ex studenti, oggi specialisti, tengono alto il nome della scuola di Cagliari. Il nostro direttore, professor Piras, negli ultimi anni, ha compiuto un lavoro più che apprezzabile, creando quasi un club di ortodonzia d’eccellenza, oggi quanto mai necessario, vista la situazione politica europea, sempre meno generosa con le università. Per quanto riguarda la vita associativa, non posso non essere grato alla scuola di formazione della S.I.O.B. la società italiana di ortognatodonzia bioprogressiva, società che ha tante consorelle in tutto il mondo. Alla S.I.O.B. devo tantissimo, forse tutto. La mia formazione, la mia voglia di far bene e le opportunità che mi ha dato in questi venti anni di professione, di stare a contatto con alcuni dei più grandi ortodontisti del mondo. Per questo motivo è stato per me un onore essere il presidente della società per due mandati, succedendo ad ortodontisti del calibro di Franco Bruno e Francesco Caligiuri.

D- La formazione mediante corsi a chi è dedicata?
R- In genere quelli che organizziamo sono corsi post-laurea, quindi dedicati ad odontoiatri, che vogliono approfondire la conoscenza dell’ortodonzia, ma di recente ho tenuto, sempre in qualità di relatore, corsi ad osteopati, a logopediste, a fisioterapisti, a pediatri, e qualche conferenza anche in club service dove ho illustrato il mondo dell’ortodonzia a profani. Quella è un’esperienza interessante. Un opera di divulgazione che andrebbe svolta. Spesso i nostri pazienti non hanno la percezione della qualità che gli si eroga perché non conoscono l’argomento, ed è un peccato, perché in Italia vi sono ortodontisti di grandissimo spessore, che non hanno nulla da invidiare ad i colleghi d’oltralpe o a quelli americani.

D- I prossimi impegni?
R- A settembre, precisamente il 27, terrò, in qualità di relatore, un corso di ortodonzia in età precoce a Bergamo, corso che riproporrò a Pavia nel mese di novembre. Questi sono i miei impegni immediati. Da qualche anno relaziono anche con il supporto di un’azienda leader mondiale, l’australiana Myofunctional Research, che svolge un lavoro incredibile in ambito di ricerca riguardante le nuove biotecnologie in ortodonzia e che, in Italia, ha sede presso la Isasan a Rovello.  Ciò mi consente di proporre ai colleghi e, e tramite loro anche ai pazienti, sistematiche e dispositivi all’avanguardia, che fino a una decina di anni fa potevamo solo sognarci.

D- Buon lavoro allora.
R- Grazie, venite a trovarmi a Bergamo in settembre, avrete anche voi l’occasione di conoscere meglio il nostro mondo attraverso i casi che presenterò.

D- Bene, le facciamo questa promessa.

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