Osteopata: cosa fa?

By on giugno 20, 2017

L’osteopata:

chi è?

L’osteopata è una figura abbastanza nuova nel campo della medicina moderna. Si tratta dello specialista il cui compito è di migliorare le condizioni psicofisiche del paziente, in modo da favorire il recupero del suo stato di salute. Al giorno d’oggi è possibile notare una notevole diffidenza verso la figura dell’osteopata e il motivo principale è che questi promuove l’autoguarigione dell’organismo.

Cosa fa?

Per mezzo di massaggi vari, l’osteopata cerca di ristabilire lo stato della struttura scheletrica di sostegno. Questo dovrebbe garantire all’organismo un buon livello di benessere, poiché ogni parte del corpo è collegato all’altra. Per rimettere in moto le funzioni dell’organismo l’osteopata fa un ampio utilizzo delle proprie mani. Queste gli permettono di percepire le variazioni che spesso si verificano nelle strutture corporee, indipendentemente se si tratta di muscoli, articolazioni, ossa o visceri. Sempre con le mani l’osteopata cerca di rimuovere le limitazioni che ne impediscono il funzionamento. Il suo lavoro è molto simile a quello di un massaggiatore: con le mani egli ripristina l’integrità dell’organismo, donando alla persona il benessere.
L’osteopata, oltre ad agire localmente sul problema, agisce su tutto l’organismo del paziente. In questo modo egli è in grado di agire anche sul sistema nervoso autonomo. Quest’ultimo, a sua volta, condiziona numerosi fattori dell’organismo, tra cui la pressione sanguigna, il battito cardiaco e la frequenza respiratoria. Sebbene ogni organismo abbia delle proprie specificità e quindi sia diverso dagli altri, l’osteopata è in grado di trovare un aspetto generalizzato per riuscire nell’impresa. Le sedute di osteopatia durano, generalmente, circa 60 minuti. La fase iniziale prevede un breve colloquio. Durante quest’ultimo il paziente espone i problemi che lo affliggono. La seconda fase è quella della valutazione osteopatica. Durante quest’ultima lo specialista esegue una serie di test osservativi e di palpazione. Lo scopo di questi test è di valutare l’integrità strutturale dei tessuti molli e del sistema cranio-sacrale. La terza fase è quella di trattamento vero e proprio. L’osteopata inizia a utilizzare le mani per eseguire le manipolazioni articolari, correggendone le posizioni spaziali, o quelle viscerali, in grado di ridare la motilità di funzionamento a un organo. Dopo il trattamento, tra l’osteopata e il cliente avviene la quarta fase, quella del colloquio finale. Si parlerà di nuovo delle problematiche riscontrate, ma questa volta durante la seduta. Verranno ipotizzate le cause e forniti i suggerimenti per migliorare lo stato di benessere della persona.

Quando andarci?

All’osteopata bisogna rivolgersi quando si percepiscono dei dolori muscolari o scheletrici, oppure se si riscontrano le limitazioni di movimento. L’osteopata, però, è in grado di trattare anche le problematiche che apparentemente non hanno niente in comune con la difficoltà mobile e le limitazioni di movimento. In particolare può eliminare la stanchezza cronica, agire sulle cefalee, trattare le otiti e le sinusiti oppure ridurre i disturbi digestivi. Oltre a traumi muscolari, l’osteopata è in grado di medicare le lombargie, le cevralgie e le artrosi. Una visita dall’osteopata può essere consigliata anche per svolgere una corretta prevenzione delle malattie di postura oppure per correggere i difetti di postura e le dolenzie scheletriche. In minor misura l’osteopatia è in grado di trattare anche i mal di testa e persino i disturbi di natura psicologica, come lo stress e la depressione. Questo perché l’azione dell’osteopata su particolari punti dell’organismo del paziente è in grado di diminuire la produzione del cortisolo, ormone responsabile dei livelli dello stress e della depressione. Una seduta dall’osteopata, insomma, oltre a curare patologie, è in grado di ridare freschezza ed energie utili al lavoro o allo studio.

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