L’importanza dello iodio in gravidanza

By on giugno 25, 2013

Lo iodio è un elemento chimico che deve il suo nome al greco antico con il significato di viola o lilla, per il colore dei vapori che sprigiona. Questo minerale è indispensabile nel metabolismo dell’essere umano per il buon funzionamento della ghiandola tiroidea che è fondamentale per l’organismo.

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La rivista Lancet ha pubblicato i risultati di una ricerca eseguita presso due università britanniche situate a Bristol e nel Surrey. I ricercatori hanno dimostrato l’importanza dello iodio in gravidanza. Uno scarso apporto può provocare nel feto problemi di lettura o di ritardo mentale. E’ stata persino ipotizzata una riduzione di tre punti del quoziente intellettivo.
Durante la gestazione il fabbisogno di iodio raddoppia. Da un preciso controllo è risultato che ne occorre circa 100 microgrammi in più ogni giorno. In mancanza di questo quantitativo è possibile che la tiroide non funzioni a dovere. In questo caso nella futura madre può apparire il cosidetto gozzo, che è un rigonfiamento della ghiandola stessa costretta ad un superlavoro, che comunque scomparirà subito dopo la nascita del bambino.
E’ utile assumere le dosi consigliate ancora prima dell’inizio della gravidanza per non incorrere in aborti inon desiderati. In Italia questo problema è ancora presente su quasi tutto il territorio. I livelli di iodio che si consiglia mantenere esono pari a circa 150 microgrammi al giorno prima della gravidanza, da aumentare fino ad almeno 175 per i primi sei mesi di gestazione.
Si sconsiglia l’uso di integratori ad alto contenuto di iodio, di solito estratto da alghe.
In teoria dovrebbe essere sufficiente l’uso costante di sale iodato, cioè arricchito con questo prezioso elemento, per condire i cibi.
Considerando però che le gestanti presentano spesso problemi di ritenzione idrica, è consigliabile assumere lo iodio attraverso altri tipi di cibo.
I crostacei e comunque tutti i tipi di pesce ne sono ricchissimi. Mangiare frutta e verdura non serve allo scopo, perché è il terreno dove sono coltivati questi alimenti che determina la quantità presente dell’elemento richiesto. Mentre invece latte, carne e uova ne contengono quantità elevate.
Un dosaggio superiore al fabbisogno giornaliero in genere non ha conseguenze di nessun tipo. La tiroide gestisce autonomamente l’abbondanza di iodio, a meno che non sia talmente elevata da portare all’ipertiroidismo e a un genere di gozzo detto tossico.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noto che oltre venti milioni di persone nel mondo a causa della carenza di iodio nella loro alimentazione presentano problemi a carattere cerebrale.
L’importante è seguire le indicazioni fornite senza esagerare. Una alimentazione sana e variata renderà i nostri bambini se non dei piccoli geni, delle persone mentalmente equilibrate.

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