Crisi mattutine di infarto: la responsabile è una proteina

By on settembre 17, 2013

C’è una statistica interessante, ma volendo anche inquietante, che evidenzia come gli infarti al miocardio siano più frequenti nelle ore del mattino, principalmente dalle 06:00 alle 10:00. Recenti studi hanno isolato la causa di questo fenomeno, individuandola in una proteina.

infarto

I ricercatori dell’University of Cleveland hanno voluto approfondire come mai, dopo una certa ora della mattina, i casi di infarto tendono a diminuire in numero.
Alla base dello studio dei ricercatori americani vi sarebbero i ritmi cardiaci strettamente correlati al così detto orologio biologico, che secondo loro sono da considerarsi tra i principali fattori di casi di infarto mattutino, soprattutto dalle 06:00 alle 10:00, con un picco limitato nel primo pomeriggio.
Questa teoria è stata esposta nel corso del ‘246° National Meeting & Exposition of the American Chemical Society’ (ACS) tenutosi alll’Indiana Convention Center, e spiega come rivesta un ruolo importante nei casi di insufficienza cardiaca una proteina chiamata KLF 15.
Questa proteina, fino ad oggi sconosciuta, è a tutti gli effetti la chiave che regola le funzioni del cuore in base ai ritmi cardiaci. Lo studio ha messo in evidenza come sia proprio quando ci sono bassi livelli di KLF 15, situazione che si verifica soprattutto nelle prime ore dopo il risveglio, che si manifestano i casi di arresto cardiaco. Gli studi, portati avanti su modello animale, hanno evidenziato come a bassi livelli della proteina corrispondano casi di insufficienza cardiaca nei topi usati per gli esperimenti. In sostanza gli animali presentavano le stesse condizioni delle persone colpite da morte improvvisa a seguito di infarto.
La mancanza di tale proteina porta il cuore a pompare in modo irregolare fino a causare quella che viene chiamata ‘fibrillazione ventricolare’, dove vi è una mancanza di sangue nel normale afflusso che causa la perdita di coscienza da parte dell’infartuato e nei casi più gravi può portare alla morte se non si interviene tempestivamente con un defibrillatore.
La morte improvvisa per attacco cardiaco è conosciuta come SCD, già da tempo era stata associata a fattori come ritmi cardiaci ed orologio biologico, e questa ricerca non fa che confermare questa tesi.
Il così detto orologio biologico regola e coordina tutte le funzioni che hanno un legame con fattori esterni.
Il dottor Mukesh Jain, a capo del tema di scienziati scopritori di questa proteina, e tutto il suo team, si augurano che questa nuova conoscenza nel campo della cardiologia possa portare a breve la creazione di farmaci nuovi che riescano a ridurre i rischi di infarto o quanto meno prevenirli. Trovando il modo di aumentare la quantità di KLF 15 presente nell’organismo dei pazienti soggetti a problemi cardiaci, molto probabilmente si limiterebbero sensibilmente i casi di aritmie e morti improvvise per arresto cardiaco.

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