Cosa fare in caso di emorroidi

By on marzo 5, 2013

Quando sentiamo parlare di emorroidi ci vengono immediatamente in mente, almeno per sentito dire, immagini di sanguinamenti e dolore forte nella defecazione. Esse sono infatti una patologia assai diffusa, ma non tutti hanno piena coscienza della loro entità, delle cause e soprattutto di come curare questa fastidiosa malattia.

emorroidi

COSA SONO LE EMORROIDI?
Le emorroidi sono un tessuto spugnoso, ricco di vasi sanguigni e tessuto connettivo, posto nella parte terminale del retto e dell’ano. Esse sono pertanto una parte della fisiologia umana e non costituiscono un problema fintanto che non avviene la loro infiammazione.
[sws_related_postleft showpost=”3″] [/sws_related_postleft]Le emorroidi giocano un importante ruolo nel mantenimento della contenenza fecale e proteggono i muscoli rettali, durante il passaggio delle feci. Ormai superato è il concetto che esse siano invece delle vene varicose.
Quando avviene un’infiammazione delle emorroidi, si parla di patologia emorroidale e si stima che circa il 50 % della popolazione, senza distinzione di sesso, ne soffra o ne soffrirà nell’arco della sua vita, principalmente nell’età adulta.

LA PATOLOGIA EMORROIDALE
Si suddividono principalmente due tipologie di emorroidi :
• Emorroidi interne caratterizzate da assenza di dolore ma sanguinamento anale durante la defecazione;
• Emorroidi esterne, i cui sintomi sono dolore e gonfiore nella zona. Si possono sentire, al tatto, delle palline fuori dall’ano.

CAUSE
La causa esatta è ancora sconosciuta. Esistono fattori genetici di predisposizione.
Tra i fattori scatenanti abbiamo:
• stipsi o diarrea;
• mancanza di esercizio fisico/vita sedentaria;
• dieta povera di fibre e scarsa assunzione di liquidi;
• gravidanza;
• invecchiamento;
• obesità.

SINTOMI PRINCIPALI
Se presentiamo uno dei seguenti sintomi, è molto probabile che ci sia in atto una patologia emorroidale:

Per quanto concerne le emorroidi esterne:dolore nel momento in cui compare la trombosi. Se grandi provocano prurito anale e della zona circostante, spesso vi è una fuoriuscita di muco che può provocare micosi.
Se curate al più presto, il dolore e il gonfiore tendono a scomparire in un paio di settimane.

Le emorroidi interne si presentano indolori e vengono riconosciute grazie al sanguinamento rettale, più o meno importante, durante la defecazione.

Possiamo suddividere diverse tipologie di emorroidi a seconda della loro gravità:
1. Emorroidi di 1° grado.
Non presentano un prolasso all’esterno. Le riconosciamo per il sanguinamento.

2. Emorroidi di 2° grado
Fuoriescono ma rientrano spontaneamente dopo la defecazione.

3. Emorroidi di 3° grado
Non rientrano spontaneamente, bisogna intervenire manualmente.

4. Emorroidi di 4° grado
Necessitano dell’azione della chirurgia.

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CURARE LE EMORROIDI
Superare il tabù riguardo questa malatia è fondamentale per la loro cura. Recarsi dal medico specialista in proctologia ed evitare le cure fai da te, specie se non si vedono risultati nei primi giorni.
Per la cura delle emorroidi sarà fondamentale applicare alcuni accorgimenti che, uniti alla terapia farmacologica, aiuteranno il paziente ad alleviare il fastidio.
1. Bere 2 lt di acqua al giorno.
2. Assumere molte fibre.
3. Evitare alcolici, caffè e cioccolato.
4. Curare l’igiene anale con un detergente specifico.
5. Evitare cibi piccanti, fritti, troppo conditi e speziati.
6. Mangiare latticini per facilitare il transito intestinale.

In commercio troviamoi preparati farmaceutici a base di anestetici e steroidi, che possiamo assumere per mezzo di pomate o supposte. Le medicine vanno assunte però sotto controllo medico e per periodi brevi.
Nei casi più gravi, si interviene chirurgicamente con interventi semplici e poco invasivi.
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